From National Geographic, September 2005
Africa in Fact- A continent’s numbers tells its story
Africa in Fact- A continent’s numbers tells its storyTorno per vedere come va, e leggo questo. Ragazzi, lezione di vita! Si china la testa e si ascolta.
Stare nel braccio della morte gli ha fatto bene. Troppo.
Passare da un processo all'altro, ascoltare giudici e avvocati, leggere verbali, tutto questo gli ha aguzzato la mente. Purtroppo. Adesso che non è più un «minorato», il 27enne Daryl Atkins è finalmente pronto per l'iniezione letale. Il giudice che venerdì scorso lo ha riconosciuto «fit to die» ha già stabilito quando sarà l'esecuzione: dicembre. «Abile a morire ». Sette anni gli son voluti, commenta amaro l'avvocato Burr, per crescere e avvicinarsi al boia. Dopo la condanna per omicidio, nel '98, le perizie psichiatriche stabilirono che Daryl Atkins era «mentally retarded ». Un tribunale in Virginia gli diede comunque la pena di morte. Era la legge. Gli avvocati fecero ricorso. Il caso finì alla Corte Suprema. Che a sorpresa, nel 2002, fermò il boia: stabilì che i «ritardati mentali» non potevano più essere giustiziati in nessun angolo degli Stati Uniti d'America. Dozzine di condannati furono liberati. E questo grazie al nero Daryl Atkins, il «picchiatello della Virginia» che a scuola era così «indietro» che non lo facevano giocare a football perché non capiva le regole. Fino al mese scorso, quando accusa e difesa hanno duellato davanti a una giuria non togata di Yorktown. Dopo 13 ore di camera di consiglio, la giuria ha deciso: «Adatto a morire». Quando hanno letto la sentenza, Atkins si è girato e ha «soffiato» un bacio alla sua famiglia. La madre della vittima, un giovane di 21 anni ucciso per 200 dollari, se n'è andata in silenzio. (dalla Torre, 8. August 2005)